É ormai comune pronunciare "ok Google", per chiedere al noto motore di ricerca di aiutarci a reperire qualche tipo di informazione. Allo stesso modo, attraverso i nostri device (smartphone, pc, …), parliamo sempre più spesso con Siri o con Cortana, ovvero due dei più noti assistenti vocali presenti sul mercato.
All'interno delle abitazioni, invece, i comandi sono ancora manuali.

Ma, nei prossimi mesi, assisteremo a una rivoluzione anche nell'ambito domestico, in quanto i produttori hanno già posto sul mercato i primi "smart speaker". Si tratta, in pratica, di apparecchi dalle dimensioni di un comune altoparlante, ma dotati di un' "intelligenza artificiale" e capaci di sfruttare le capacità degli assistenti vocali. Sono quindi in grado di comprendere la voce delle persone, di rispondere e, soprattutto, di eseguire una serie di comandi.
Nella prima fase, queste soluzioni sono state utilizzate solo per diffondere la musica o per fornire informazioni. Il tutto senza la necessità di premere tasti, eseguire configurazioni o studiare complessi manuali. Un successo che ha spinto i produttori ad aprire gli smart speaker al dialogo con gli elettrodomestici intelligenti e, soprattutto, con i controlli della casa: dall'accensione delle luci alla chiusura delle tapparelle, passando attraverso la regolazione della temperatura e dell'impianto di irrigazione.

Per concretizzare questa possibilità, gli smart speaker sfruttano al massimo le capacità offerte dal Cloud, dove risiede la maggior parte dell'intelligenza.
Una rivoluzione che ha coinvolto i principali produttori di soluzioni per la smart home, ovvero l'evoluzione della domotica.

I marchi più noti hanno infatti siglato una serie di accordi per consentire agli smart speaker di dialogare con i device domestici: dai cronotermostati ai citofoni, il tutto attraverso connessioni wireless che, quindi, non richiedono la stesura di ulteriori cablaggi a fronte di nuove funzionalità o dell'aggiunta di nuovi device.
Le aspettative del mercato sono decisamente elevate. Al punto che, secondo una ricerca di Capgemini, nei prossimi tre anni, il 40% degli utenti preferirà usare un assistente vocale piuttosto che app e siti web.